
Dall'anno scolastico 2026/2027 gli istituti tecnici cominciano a cambiare. Le novità riguardano le materie di studio, le attività proposte agli studenti e l'organizzazione dei percorsi.
L'obiettivo è aggiornare la formazione per tenere conto dei cambiamenti nel mondo del lavoro, delle nuove tecnologie e della crescente attenzione all'ambiente, attraverso l'integrazione tra conoscenze teoriche, competenze applicative, attività laboratoriali e rapporti con il sistema produttivo.
Che cosa rimane uguale?
Gli istituti tecnici continuano a durare cinque anni. Restano due settori: Economico e Tecnologico-ambientale (prima "Tecnologico"). Gli indirizzi sono gli stessi; cambia il nome di Turismo, che diventa Turismo, beni culturali e ambientali. Cambiano invece alcune articolazioni e discipline. In Meccanica, per esempio, arriva Meccanica, meccatronica e robotica industriale; in Agraria, Informatica e smart farming.
Attenzione: le nuove regole non sono ancora tutte definitive. Alcuni provvedimenti devono essere completati e altri potrebbero essere modificati. Per questo motivo, la pagina sarà aggiornata man mano che saranno disponibili nuove informazioni ufficiali.
Le materie di studio vengono aggiornate
I percorsi daranno maggiore attenzione alle tecnologie digitali, ai cambiamenti delle attività produttive e alla sostenibilità ambientale, in particolare la normativa prevede:
- più attività laboratoriali, compiti di realtà e lavori interdisciplinari;
- più spazio alle discipline STEM;
- formazione scuola-lavoro dal 2° anno;
- più collaborazioni con imprese, università e ITS Academy, anche con i Patti educativi 4.0.
Alcune materie specifiche dell'indirizzo si studiano già nei primi due anni
Questo cambiamento riguarda soprattutto gli indirizzi del settore tecnologico-ambientale.
Per esempio, chi sceglie Elettronica ed elettrotecnica incontrerà fin dal primo biennio contenuti legati all'elettricità e all'elettronica; chi sceglie Sistema moda svolgerà attività legate alla progettazione e alla produzione nel settore della moda.
Gli indirizzi del settore economico, Amministrazione, finanza e marketing e Turismo, beni culturali e ambientali, continueranno invece ad avere molte materie in comune nei primi due anni.
Le conoscenze potranno essere utilizzate per affrontare problemi concreti
La riforma incoraggia attività nelle quali gli studenti utilizzano ciò che imparano in materie diverse per realizzare progetti, trovare soluzioni e svolgere esperienze di laboratorio.
Non si tratta di un modo di insegnare completamente nuovo, ma di un approccio che la riforma intende rafforzare.
Le scuole potranno proporre attività legate alle caratteristiche del territorio
Accanto alle materie previste per tutti, le scuole potranno organizzare parte delle attività formative tenendo conto delle opportunità presenti nel territorio.
Potranno inoltre collaborare con imprese, università, ITS Academy e altri enti, anche per realizzare esperienze e attività di laboratorio.
Le proposte concrete dipenderanno dalle scelte e dalle possibilità di ciascuna scuola.
Si rafforza l’attenzione alla continuità formativa. Il nuovo ordinamento incoraggia raccordi con ITS Academy e lauree professionalizzanti, per aiutare gli studenti a proseguire la propria formazione dopo il diploma. Rimangono aperte tutte le possibilità di accesso agli studi universitari, secondo le regole dei diversi corsi di laurea.
Le domande più frequenti
- Gli istituti tecnici si chiameranno "licei tecnologici"?
- Cosa cambia nel modo di fare scuola?
- Cambieranno tutte le materie?
- Se scopro che l'indirizzo scelto non fa per me, posso cambiarlo?
- Due scuole che offrono lo stesso indirizzo saranno uguali?
- I nuovi istituti tecnici sono la stessa cosa dei percorsi 4+2?
- È diventato più importante scegliere subito l'indirizzo giusto?
- Cosa sono le articolazioni e quando si scelgono?
- Cos’è il CLIL?
1. Gli istituti tecnici si chiameranno "licei tecnologici"?
Sì. Il Decreto-Legge n. 170 del 30 settembre 2026stabilisce che gli istituti tecnici assumono la denominazione di licei tecnologici e gli istituti professionali quella di licei professionali. Cambia il nome, non il percorso: indirizzi, materie, diploma e possibilità di proseguire gli studi restano quelli descritti in questa pagina. Il decreto deve essere convertito in legge entro la fine di novembre 2026 e potrebbe subire modifiche: aggiorneremo la pagina appena il quadro sarà definitivo.
2. Cosa cambia nel modo di fare scuola?
La riforma incoraggia le attività di laboratorio e i progetti che permettono di utilizzare concretamente ciò che si studia.
Non significa però che tutte le scuole aumenteranno nello stesso modo queste attività: molto dipenderà dalla loro organizzazione e dalle risorse disponibili.
3. Cambieranno tutte le materie?
Minimamente. Molte materie rimangono, mentre altre vengono aggiornate o organizzate diversamente. La distribuzione definitiva delle ore di alcune discipline è ancora in fase di definizione.
4. Se scopro che l'indirizzo scelto non fa per me, posso cambiarlo?
Sì. La normativa permette di chiedere il passaggio a un altro indirizzo.
La possibilità che la richiesta venga accolta dipende però anche dalla disponibilità di posti nella scuola scelta. Potrebbe inoltre essere necessario recuperare alcuni apprendimenti per inserirsi nel nuovo percorso (O.M. 163/2026).
5. Due scuole che offrono lo stesso indirizzo saranno uguali?
Non completamente. Le materie fondamentali e le competenze da raggiungere sono stabilite a livello nazionale, ma ogni scuola può personalizzare una parte delle attività proposte agli studenti: il primo biennio è uguale in tutte le scuole dello stesso indirizzo; dal 3° anno ogni scuola dispone di alcune ore da assegnare a materie di indirizzo scelte da lei; quindi, lo stesso indirizzo può avere piani di studio un po' diversi negli ultimi tre anni. Il PTOF della scuola e l'open day sono il posto giusto per scoprirlo.
Per questo, prima di iscriversi, è utile conoscere anche le caratteristiche dell'offerta formativa della singola scuola.
6. I nuovi istituti tecnici sono la stessa cosa dei percorsi 4+2?
No. I nuovi istituti tecnici continuano a prevedere cinque anni di studio.
La filiera tecnologico-professionale 4+2 è un percorso differente, che prevede quattro anni di scuola secondaria o di un CFP e un collegamento con la formazione successiva, in particolare con gli ITS Academy (vedi la pagina “Filiera tecnologica-professionale 4+2”) .
7. È diventato più importante scegliere subito l'indirizzo giusto?
Conoscere le caratteristiche dei diversi indirizzi è sempre importante.
Nel nuovo ordinamento, soprattutto nel settore tecnologico-ambientale, gli studenti cominciano prima a studiare materie legate al percorso scelto.
Questo rende utile informarsi sulle differenze tra gli indirizzi, ma la scelta iniziale non è necessariamente definitiva: rimane possibile chiedere di cambiare percorso secondo le regole previste (vedi domanda 4).
8. Cosa sono le articolazioni e quando si scelgono?
Sono specializzazioni interne all'indirizzo. Per esempio, Elettronica ed elettrotecnica ha tre articolazioni: Elettronica, Elettrotecnica e Automazione.
Al momento dell’iscrizione si sceglie l'indirizzo. Nel 1° e nel 2° anno le materie sono uguali per tutte le articolazioni dell'indirizzo. Dal 3° anno si segue l'articolazione.
Non tutte le scuole attivano tutte le articolazioni: conviene chiedere quali sono disponibili.
9. Cos’è il CLIL?
È l'insegnamento di una materia di indirizzo in lingua inglese. È previsto dal 3° anno, per almeno un terzo delle ore di quella materia, secondo le possibilità di ciascun istituto.

Domande da fare all'open day
- Quali articolazioni attiva la scuola?
- Come usa le ore che il decreto lascia alla scuola?
- Quante ore di laboratorio e di esperienza in azienda sono previste?
- La scuola offre anche il percorso quadriennale 4+2?
- Con quali aziende, ITS e università collabora?
